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Scheda descrittiva completa terza serie

A112 3a serie

All’inizio del 1975 debutta il secondo aggiornamento che vede l’affiancamento, alla nota motorizzazione 982 cc, di una nuova unità di 1050 cc, ottenuta aumentando l’alesaggio da 65 a 67,2 mm, ottenendo un incremento di potenza di 12 cavalli grazie anche ad un nuovo e più performante asse a camme.

Pur con pari potenza e cilindrata, questo nuovo motore da 70 HP non ha nulla a che vedere con l’omologo montato sulla coeva Fiat 127 Sport, che utilizza un asse a camme in testa in luogo del comando ad aste e bilancieri tipico di tutte le A112. Altro fondamentale elemento distintivo tra le due unità sono i supporti di banco: tre per la A112 e cinque per la 127.

Le due varianti di questa terza serie sono riconoscibili esternamente solo dall’etichetta di identificazione posteriore (rispettivamente 58 HP e 70 HP), dal numero di razze del volante (il vecchio tre razze per il 58 HP e un nuovo due razze per il 70 HP, entrambi rivestiti in pelle). Altro elemento distintivo è il diametro del terminale di scarico (il 58 HP mantiene i due tubi da 60 mm, mentre il 70 HP ne riduce il diametro a 40 mm) ma in realtà l’intero impianto di scarico del 70 HP è completamente diverso, dal collettore al terminale, e non subirà più variazioni significative anche nelle serie successive.

Per la 70 HP, la maggior potenza disponibile si traduce in una velocità massima di 160 Km/h. Esteticamente, il motore è caratterizzato dalla grande scritta “Abarth” sul nuovo coperchio punterie in alluminio il cui tappo, nei primi 2700 esemplari, è sul lato destro, accanto allo spinterogeno, ed in seguito sul più comodo lato opposto. Questo nuovo coperchio incorpora anche il collettore di aspirazione. Il logo Abarth con lo scorpione compare anche in rilievo sul coperchio del filtro aria, coperchio che inizialmente è grigio chiaro per poi ritornare nero come nella serie precedente. La batteria è ora alloggiata trasversalmente rispetto al senso di marcia, mentre nelle serie precedenti era disposta longitudinalmente ed ancorata con un diverso e più articolato sistema di fissaggio. Per la verità questa modifica venne introdotta prima della fine della seconda serie.

Esternamente, le novità rispetto alla serie precedente sono relative ai nuovi gruppi ottici posteriori, più grandi e con la cornice nera, che incorporano le luci di retromarcia, mentre sui montanti posteriori viene ampliata la griglia di uscita dell’aria, ora a tutta altezza.

All’interno la modifica più importante riguarda consentire l’omologazione a 5 posti. I tre strumenti supplementari ritornano in posizione orizzontale al centro della plancia, anche se i primi esemplari 58 HP di questa serie pare siano stati assemblati con gli strumenti ancora in posizione verticale, sotto i comandi dell’aerazione, come nella serie precedente.

La gamma colori si ampia notevolmente: viene riproposto ed accentuato lo sdoppiamento delle versioni già introdotto con la serie precedente, vale a dire:
– la versione “sportiva” con pochi colori pastello, cofano nero, selleria interamente in skai nero e pavimento in gomma;
– la versione “elegante” monocromatica con vasta scelta di tinte (anche metallizzate), pavimento in moquette, ed un notevole numero di abbinamenti cromatici tra i vari tessuti (finta pelle con fasce centrali in velluto di due tipi differenti) e tra i tessuti e la carrozzeria.

Come optional sono disponibili i cerchi in lega di magnesio Cromodora CD 57 e la vernice metallizzata, oltre all’antifurto, i vetri azzurrati atermici, il lunotto termico e lo specchietto retrovisore esterno, che durante il 1976 diviene di serie per i nuovi obblighi di legge. Per la stessa ragione nello stesso periodo i lampeggiatori anteriori passano al nuovo colore arancione.

Ad inizio autunno 1975 termina definitivamente la produzione della versione con motore 982cc da 58 HP. Rimane in campo la sola versione 1050 cc da 70 HP che dalla primavera del 1977 sarà protagonista nei rally, per otto edizioni consecutive fino al 1984, del “Campionato Autobianchi A112 Abarth 7 0HP” che otterrà un clamoroso successo di partecipazioni, rimanendo il più brillante esempio di trofeo monomarca mai disputato in Italia, capace di mettere in luce grandi futuri campioni del rallismo nazionale e mondiale.

Tipo telaio A 112 A1, tipo motore A 112 A1.000 (58 HP) e A112 A2.000 (70 HP), tipo monoblocco 100GL.

Stima approssimativa degli esemplari prodotti: 29.000, dei quali probabilmente un migliaio 58 HP.
Stima degli esemplari esistenti: 1.200 (4,4%), dei quali una cinquantina 58 HP.